BIOGRAFIA

BIOGRAFIA E PERSONALITA’ ARTISTICA

Gianfranco Annunziata è nato a Ottaviano, in quel di Napoli, il 1° ottobre 1946, Vive e opera a Pavia, in via Mirabello n.310.
E’ cresciuto con l’amore per il disegno, All’età di 10 anni, trasferito da Ottaviano a Napoli, comincia a dipingere ammirando le opere di Italo Lombardi, un’artista impressionista dalla pennellata larga e moderna. Fino all’età di 20 anni (tempo in cui rimane a Napoli), continua a dipingere di getto cercando una nuova dimensione, alzandosi anche di notte per completare il dipinto. Importante non era il soggetto ma l’impressione che gli davano i colori e le figure sulla tela.
Trasferitosi a Pavia nel 1972 (dove insegna Educazione tecnica nelle scuole medie statali), conosce i pittori Silvani (surrealista) e Reali (figurativo tradizionale) che lo inseriscono nel Circolo Artistico L.A.P.I.PA. Questi incontri sono determinanti per l’Annunziata. Ricomincia a studiare i colori, la forma e la tecnica. Con un colpo di spugna coraggiosamente cancella il passato, senza tuttavia rinnegarlo.
Cosi, con pochi sforzi e grande forza di volontà, acquisendo la tecnica dell’uso e la padronanza del colore dell’altro, si va creando una sua dimensione. Partendo dall’immagine reale la deforma, sfiorando il surreale e il metafisico, scoprendo nuovi elementi luminosi e formali per bilanciare le opere in un’armonica struttura.
“Quello che ha dominato nella mia pittura – sostiene – è stata ed è la continua ricerca formale e strutturale. Non amo copiare gli altri ma è vitale per me insegnare qualcosa di quel che ho recepito. E’ importante farne tesoro e mostrarli al momento opportuno, ma è ancora più importante dimostrare di aver capito qualcosa in più di quello che ti è stato detto. Quel qualcosa in più deve essere dentro di te, il tuo io che ti dà, magari sena gloria, come spesso avviene. Nella vita si è grandi quanto più grande e l’umiltà, quando si crede fino in fondo a quel che si fa.”
Gianfranco Annunziata dalla tecnica liberalmente realistica – surreale – simbolica – e dalla particolare analisi. Come ricupero di elementi classici vivificati dal colore, dai rapporti luci-ombre e dalla libera scenografia.
Tutta una realtà che fa sentire la funzione primaria del disegno. I fatti e i gesti quotidiani, gli arricchimenti cromatici, le situazioni umane: sono soggetti che hanno, indubbiamente, il pregio di una buona pittura (che potremmo anche definire, e non impropriamente, neo-realistica) e di una felice ambientazione.
Figure, nature morte per trattenere e imprigionare sulla tela situazioni di un vivo interesse, comunicare senza equivoci o violenze; soggetti visti dal di dentro, responsabilmente risolti con una costante pittorica passata attraverso varie fasi. Ecco Gianfranco Annunziata, esempio vivo dell’eterna giovinezza degli artisti, dal temperamento alimentato dalla fiducia delle vicende esistenziali, sempre alla ricerca di una concentrazione e di una pienezza espressiva.
I mutevoli effetti di luci, ombre e piani sono la sua forza e i suoi personaggi circoscritti su di un ipotetico palcoscenico, parlano e raccontano. Sono annotazioni di sapore anche aneddotico, di immediata evidenza nel gioco luministico. Quasi un recupero magico, un’immersione in un fluido iridescente che si rivela il simbolo più suggestivo della sua pittura. Un lavoro serio dunque, cha va seguito, perché contiene le ragioni stesse del suo operare, quelle che l’hanno portato all’attuale grado di maturità. (Antonio Oberti)

Pensiero sull’arte “Quando finisco un quadro credo di avere raggiunto il massimo, quando riprendo la tela bianca ricomincio daccapo”.

Pensiero sulla vita “Non è importante sapere quali e quanti sentimenti ci sono: l’essenziale è sentire le sensazioni”.

Documentazione critica “ L’uso del colore nella sua nitidezza, lo studio delle tonalità realizzate con sapiente sicurezza tecnica, il gioco delle linee in un alternarsi susseguentesi di lievi circonferenze, in piani diversi paralleli, lo scandaglio psicologico, che rivela un’intelligente ed umana indagine nel travaglio della società del tempo nostro e dell’antico, sono i moduli dell’arte del pittore Gianfranco Annunziata . Di questo artista che, superato il momento autodidattico, ha imboccato la strada della grande pittura, mediante un accorto ricollegarsi alla migliore tradizione pittorica italiana e straniera attraverso il sapiente riverbero, nella rappresentazione, di momenti interiori della società napoletana di tutti i tempi, che trova la sua allegorizzazione in quel beffardo “pulcinella”, scaltro e profondamente malinconico, intriso di inarrivabile ironia, che domina, come soggetto, la produzione artistica di Annunziata.” (Domenico Cerniglia)

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